Beatles lunedì, Dic 31 2007 

31 dicembre 1879 lunedì, Dic 31 2007 

Edison presenta la lampada a incandescenza
Durante la prima dimostrazione pubblica del suo bulbo incandescente, l’inventore americano Thomas Edison illumina una strada a Menlo Park, nel New Jersey. Nonostante la prima luce a incandescenza fosse stata realizzata già 40 anni prima, nessuno era riuscito a progettare un’applicazione pratica. Edison raccolse la sfida e, dopo innumerevoli esperimenti, riuscì a sviluppare un filamento al carbonio ad alta resistenza che bruciava vividamente per ore, e un generatore elettrico capace di alimentare un grande sistema di illuminazione. Tra i più prolifici inventori di sempre, Edison in vita depositò 1.093 brevetti – un record! – e gettò le basi delle attuali tecnologie elettriche.
 
1917

The Beatles (1963-70) domenica, Dic 30 2007 

29 dicembre 1940 sabato, Dic 29 2007 

Devastante raid aereo su Londra
La sera del 29 dicembre 1940 i tedeschi attaccano Londra con un devastante raid aereo. Le centinaia di incendi provocati dalla pioggia di bombe minacciano Londra, ma i vigili del fuoco lottano incuranti delle esplosioni salvando gran parte della città dalla distruzione. Il giorno successivo i giornali pubblicano la foto della cattedrale di St. Paul, miracolosamente illesa tra le fiamme e il fumo della battaglia d’Inghilterra, ad emblema dello spirito indomabile della capitale. La capacità dei londinesi di mantenere la compostezza contribuì molto alla salvezza del paese durante gli anni bui della II Guerra Mondiale. Come riferì il giornalista americano Edward R. Murrow, "Non una sola volta ho udito uomo, donna o bambino suggerire alla Gran Bretagna di alzare le mani".  
 
748

Brano Supplementare – Helter Skelter sabato, Dic 29 2007 

Il Brano del Giorno – Tomorrow Never Know sabato, Dic 29 2007 

Brano Supplementare – Good Night venerdì, Dic 28 2007 

Il Brano del Giorno – I’m Looking Through You venerdì, Dic 28 2007 

La Marcia dei Pinguini giovedì, Dic 27 2007 

locandina
 

Toccante e commovente la lotta per la vita del pinguino imperatore. Una lotta in cui l’elemento determinante perché a vincere sia la vita – e non l’inverno, spietato avversario – è l’amore.
E proprio come un film sentimentale è costruito questo documentario francese campione d’incassi: la prassi riproduttiva del pinguino ha infatti un’incredibile presa emotiva, almeno per cuori duri come quelli umani di questi tempi.
Sospeso nel silenzio visivo e sonoro del Mare Antartico, il film segue l’annuale avventura di questi teneri e (apparentemente) goffi animali che per riprodursi devono compiere un va’ e vieni continuo tra il nord (dove sfocia l’oceano e il cibo abbonda) e il sud (dove la banchisa è deserta ma stabile). Maschi e femmine si uniscono nel canto, e formano delle coppie fisse che stringono un patto d’amore che è l’unica speranza di sopravvivenza per i piccoli a -40°.
La voce di Fiorello ci accompagna lungo questo meraviglioso viaggio, e lo fa con garbo e senza lasciarsi andare a facili scimmiottature. Assai diversa, ma non meno riuscita, è la colonna sonora originale di Émilie Simon, poco più che ventenne virgulto della composizione sperimentale, dai toni fortemente vicini a Björk – che certo sarebbe stata a suo agio tra i ghiacci dell’Antartico.
Successo meritatissimo quello del film, frutto del lavoro pressoché eroico di Luc Jacquet e della sua troupe, e soprattutto della Natura, inesauribile sorgente di storie eccezionali.

 

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La Marcia dei Pinguini
"La marcia dei pinguini" emana il grande amore per la Natura che contraddistingue la carriera di Luc Jacquet. Formatosi in biologia animale ed ornito-ecologia polare, egli è redattore di una rivista, fotografa, effettua riprese dal ’92 perlopiù sul regno della fauna. Per caso gli si offrì l’occasione di diventare ricercatore sui ghiacci, cosicché ha fatto dieci giorni di formazione al 35 mm e da dodici anni continua a fare spola con una base antartica. Quattro anni fa Jacquet iniziò a scrivere questa storia, suscitando l’interessamento immediato e senza riserve dei produttori. Poi in corso d’opera, di comune e tacito accordo, il progetto si è trasformato da documentario per la televisione a lungometraggio. Un’avventura durata un anno, per 120 ore di girato.
Egli definisce la specie protagonista della pellicola – il pinguino imperatore – un popolo "maledetto": per trovare un luogo riparato adatto a riprodursi affronta il deserto polare, al confine della vita. In una sorta di azione coordinata, i pinguini "sbarcano" tutti nell’arco di tre giorni, finchè uno comincia a camminare, ed è il segnale. Guidati da campi magnetici terrestri ed astri nel cielo, essi marciano 20 giorni anche per 200 chilometri, raggiungendo dalla notte dei tempi sempre la stessa meta.
Deposte le uova, le femmine ripartono a cercare cibo ed i maschi covano per due mesi, in un inverno dalla temperatura fino a – 100° tra nevicate, tormente di vento, buio, fame e predatori di pulcini alla schiusa. Per resistere in tali condizioni si ammassano, e per non lasciare sempre gli stessi all’esterno, lentamente il gruppo ruota a spirale.
Molti di loro non sopravvivono, ciò spiega il dislivello numerico tra i sessi e i duelli tra femmine per conquistare un compagno. Non solo, ma se muore il proprio piccolo, alcune impazziscono e cercano di sottrarne uno alle altre.
In una vera e propria Odissea, ci conduce insieme a loro una musica di echi e suoni cristallini davanti alle distese bianche, di trombone quando sottolinea la goffaggine, di delicata e sensuale voce femminile (Emilie Simon) nella danza nuziale.

Federico Raponi

Brano Supplementare – Do You Want to Know a Secret? giovedì, Dic 27 2007 

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