Purgatorio, I, 1-21
 
" Per correr miglior acque alza le vele 
omai la navicella del mio ingegno, 
che lascia dietro a sé mar sì crudele; 
      e canterò di quel secondo regno 
dove l’umano spirito si purga 
e di salire al ciel diventa degno. 
      Ma qui la morta poesì resurga, 
o sante Muse, poi che vostro sono; 
e qui Caliopè alquanto surga, 
      seguitando il mio canto con quel suono 
di cui le Piche misere sentiro 
lo colpo tal, che disperar perdono. 
      Dolce color d’oriental zaffiro, 
che s’accoglieva nel sereno aspetto 
del mezzo, puro infino al primo giro, 
      a li occhi miei ricominciò diletto, 
tosto ch’io usci’ fuor de l’aura morta 
che m’avea contristati li occhi e ‘l petto. 
      Lo bel pianeto che d’amar conforta 
faceva tutto rider l’oriente, 
velando i Pesci ch’erano in sua scorta "
 
Annunci