Movimento Sud venerdì, Giu 18 2010 

Un ringraziamento ad Antonella per avermi fornito il link.
 
 
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Aforisma venerdì, Giu 18 2010 

Conferenza sul tema " Valorizzare e comunicare il patrimonio culturale: una sinergia tra pubblico e privato per lo sviluppo del sistema produttivo territoriale ", Castello Svevo di Bari, 17/6/2010
 
Andrea Pisani Massamormile, Presidente di Banca CARIME, a proposito della necessità di arte e cultura affinchè una società sia sana e non schiacciata e omologata da un materialismo massificato, tra le tante argomentazioni cita anche Socrate:
 
 
" Una vita senza ricerca non è degna per l’uomo di essere vissuta." (cap. 28)
 
 
 

Invito alla riflessione sul passato, presente, futuro: Vespri mercoledì, Giu 16 2010 

 
Estratto da wikipedia
 
Dopo la morte di Corrado, la sconfitta di Manfredi a Benevento il 26 febbraio 1266 e la decapitazione di Corradino a Napoli 29 ottobre 1268, il Regno di Sicilia era stato definitivamente assoggettato a Carlo I d’Angiò. Il Papa Clemente IV, che già aveva incoronato Re di Sicilia Carlo nel 1263, sperava così di poter imprimere ulteriormente la propria influenza sul Regno dell’Italia meridionale, senza subire gli odiati veti che furono imposti dagli svevi.
 
In Sicilia la situazione era particolarmente critica per una riduzione generalizzata delle libertà baronali ed una opprimente politica fiscale. L’isola, infatti, che fu sempre una fedele roccaforte sveva e resistette per alcuni anni dopo il tentativo di Corradino, ora era il bersaglio della rappresaglia angioina Gli Angiò peraltro si mostrarono insensibili a qualunque richiesta di ammorbidimento ed applicarono un esoso fiscalismo praticando usurpazioni, soprusi e violenze. Dante Alighieri (che aveva 17 anni nel 1282) nel VIII canto del Paradiso, indica come Mala Segnoria il regno angioino in Sicilia
 
I nobili siciliani riponevano le proprie speranze per una soluzione della situazione siciliana sul Re Pietro III d’Aragona,in quanto la propria consorte Costanza era figlia di Manfredi ed unica discendente della dinastia sveva di cui la popolazione siciliana manteneva ancora il ricordo dello splendore raggiunto con il nonno, l’imperatore Federico II, tuttavia egli era impegnato dalla riconquista della parte della penisola iberica in mano ai mori.
I baroni siciliani iniziarono a organizzare una sollevazione popolare anche per dare un segno tangibile della loro forza e convincere Pietro, l’unico interlocutore rimasto a poter accorrere in aiuto dei siciliani
 
 
La rivolta del lunedì di Pasqua
 

Tutto ebbe inizio all’ora del vespro del 31 marzo 1282, lunedì dopo la Pasqua, sul sagrato della Chiesa dello Spirito Santo, a Palermo. A generare l’episodio fu – secondo la ricostruzione storica – la reazione al gesto di un soldato dell’esercito francese, tale Drouet, che si era rivolto in maniera irriguardosa ad una giovane donna accompagnata dal consorte, mettendole le mani addosso con il pretesto di doverla perquisire;a difesa di sua moglie, lo sposo riuscì a sottrarre la spada al soldato francese e lo uccise. Tale gesto fu appunto la scintilla che dette inizio alla rivolta. Nel corso della serata e della notte che ne seguì i palermitani – al grido di "Mora, mora!" – si abbandonarono ad una vera e propria "caccia ai francesi" che dilagò in breve tempo in tutta l’isola, trasformandosi in una carneficina. I pochi francesi che sopravvissero al massacro vi riuscirono rifugiandosi nelle loro navi, attraccate lungo la costa.

Si racconta che i siciliani, per individuare i francesi che si camuffavano fra i popolani, facessero ricorso ad uno shibboleth (cfr. Giudici 12,5-6), mostrando loro dei ceci e chiedendo di pronunziarne il nome; appena i francesi dicevano "siseró", anziché "cìciru", venivano uccisi

 
 

Waka Waka – Shakira – Official Video World Cup South Africa 2010 lunedì, Giu 14 2010 

Su al Sud – La canzone napoletana sabato, Giu 12 2010 

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Fluidotecnica Sanseverino giovedì, Giu 10 2010 

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domenica, Giu 6 2010 

I due Imperi venerdì, Giu 4 2010 

La Marche de l’ Empereur giovedì, Giu 3 2010 

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